EL Tendedero
El Tendedero di Monica Mayer
“El Tendedero” (Lo stendino) è un’installazione partecipativa ideata dall’artista messicana Mónica Mayer nel 1978. Per la prima volta fu realizzata nel Museo di Arte Moderna di Città del Messico, nell’ambito della mostra “Salón 77-78. Nuevas tendencias”. Mayer chiese a donne di diverse età, classi sociali e professioni di rispondere a domande riguardanti la loro esperienza di violenza di genere nella vita quotidiana: come erano state ferite, umiliate, abusate o molestate. Le risposte, scritte su foglietti rosa, venivano appese a uno stendino lungo tre metri e alto due, creando così un dispositivo che unisce arte e attivismo femminista.
Con il tempo, “El Tendedero” è diventato un simbolo dell’arte concettuale femminista e uno strumento di mobilitazione sociale, riattivato in diversi contesti, dai musei ai centri antiviolenza, dalle università alle manifestazioni. L’artista ha reso il dispositivo disponibile affinché potesse essere riattivato in tutto il mondo, adattandolo a nuove domande elaborate collettivamente dalle donne di ogni territorio.
Questa versione di “El Tendedero” è stata realizzata a Pescara, in dialogo diretto con Mayer, attraverso un laboratorio rivolto a donne della regione Abruzzo e ospitato dal Centro Antiviolenza Ananke. Nel giugno 2024, le partecipanti hanno elaborato insieme quattro nuove domande seguendo la metodologia proposta dall’artista. Durante la mostra i visitatori hanno potuto contribuire al progetto rispondendo alle domande appese.
Il Workshop con Mónica Mayer è stato concepito e realizzato da Giulia Palladini all’interno del progetto Rumbos de Vida, parte di Stills Of Peace Italia – Messico, presso le Cisterne Romane di Palazzo Duchi D’Acquaviva ad Atri
Io ho avuto il privilegio di supportare questa iniziativa con la documentazione fotografica, catturando le emozioni, le interazioni e i momenti salienti dell’installazione e del laboratorio. Le immagini raccontano non solo l’aspetto visivo dell’opera, ma anche il suo potente valore sociale, contribuendo a diffondere e conservare la memoria di un progetto che continua a fare luce sulle esperienze delle donne e sulla lotta contro la violenza di genere.