Quella volta che ho rischiato di annegare
“Quella volta in cui ho rischiato di annegare” è un viaggio tra memoria e corpo, tra paura e abbandono. Un racconto visivo sospeso tra luce e oscurità, dove il passato riaffiora come un’onda che trasforma.
La fotografia, per me, è un viaggio nella memoria , una ricerca che si svela tra visioni e riflessi. Ogni immagine è un incontro con il mistero, una finestra sull’inconscio. La fotografia diventa un atto di follia, uno strumento per riscoprire la libertà di esistere al di fuori degli schemi, per esplorare il rapporto tra l’individuo e l’universo. “Quella volta in cui ho rischiato di annegare” nasce dal bisogno di restare in tensione tra luce e oscurità, tra l’abbandonarsi e la paura di perdersi. È un racconto fatto di immagini sospese, dettagli frammentati, corpi che emergono e scompaiono, superfici che riflettono e ricordi che riaffiorano all’improvviso. L’acqua, qui, è più di un elemento: è una metafora del confine tra vulnerabilità e resistenza, un luogo in cui il passato torna a galla e il corpo diventa un archivio di emozioni e memorie.
Un invito a perdersi per ritrovarsi.